Stoccolma in un giorno

A dire il vero 36 ore, che io e Giulia abbiamo deciso di spendere non solo in città, ma anche a Fjaderholmarna, la più vicina delle isole dell’arcipelago di Stoccolma. È raggiungibile con pochi minuti di battello, ma ne vale davvero la pena. Perché?

Perché è qui che avrete la possibilità di immergervi nella Svezia più autentica, quella fatta di abeti e betulle, di gabbiani che svolazzano sfiorando le gelide acque del Mar Baltico, di paesaggi selvaggi e incontaminati, dove il tempo sembra fermarsi. Gli scenari primaverili sono dominati dal verde acceso dei boschi e dal rosso brillante delle casette in legno, in armonia con l’ambiente circostante, dove regna una quiete surreale. Sembra, infatti, di essere lontano anni luce dalla vita moderna e frenetica delle metropoli, anche se Stoccolma, pur essendo il maggior centro della Svezia, non arriva al milione di abitanti.

Dunque, non siamo riuscite a smentire gli stereotipi vigenti, né relativi alla pulizia della città (tra le più pulite visitate finora), né alla “freddezza” degli abitanti, che appaiono piuttosto concentrati su loro stessi.

Essendo pochi sia il tempo che i fondi a disposizione (il tenore di vita dei Paesi nordici non è esattamente sostenibile dal punto di vista economico per chi proviene dal Sud Europa), abbiamo optato per non visitare i principali musei della città, il Vasa e lo Skansen; il primo è dedicato al relitto della più famosa nave vichinga, affondata durante il suo primo viaggio, poiché sovraccarica, mentre il secondo è un museo all’aperto, strutturato come un grande parco, al cui interno, oltre alle principali specie animali scandinave, sono state riprodotte le tradizionali abitazioni del Paese; quindi, una sorta di Svezia in miniatura. A nostro parere, nulla per cui valesse la pena sprecare le poche ore a disposizione.

Dopo l’escursione a Fjaderholmarna abbiamo raggiunto il centro a piedi, nello specifico il quartiere di Gamla Stan, la città vecchia; vietato non perdersi nei suoi stretti e variopinti vicoli a spulciare oggettini, souvenir e manufatti negli elegantissimi negozi di artigianato svedese, ma soprattutto vietato non assaggiare i famosissimi kanelbullar: si tratta di dolcetti arrotolati alla cannella, che solitamente gli svedesi consumano a colazione e nelle pause caffè. La piazza Stortorget è una delle più belle di tutta la Svezia: di fronte ai palazzi color ocra e mattone la scena è dominata da una fontana (anticamente un camino), e durante le festività è circondata dai famosi mercatini di Natale.

Dopo una breve pausa pranzo da Cafè Cronan, a base di polpette condite da una delicata salsa (nulla a che vedere con quelle che in Italia spacciano per svedesi) e frutti di bosco, abbiamo proseguito il nostro itinerario sull’isoletta di Riddarholmen, dove si erge la famosa chiesa nella quale sono sepolti i monarchi svedesi; a pochi passi da qui, una veduta del municipio ha attratto la nostra attenzione, ci siamo quindi fermate a godere del pallido sole splendente lungo le rive del mar Baltico (sperando anche, invano, di poter ammirare i riflessi dei palazzi nell’acqua).

È stata poi la volta del quartiere di Södermalm, a sud della città;  dal punto di vista architettonico, nulla ha a che fare con il centro storico: le antiche abitazioni lasciano spazio a costruzioni ultra moderne e squadrate, versioni più vive e colorate dei palazzi riconducibili all’architettura socialista. Un tempo abitato dalla classe operaia, oggi qui si concentra la maggior parte delle caffetterie, dei bar, dei ristoranti, dei centri commerciali e persino dei negozi vintage (in particolare nel vicino distretto di SoFo, fermata metro Medborgarplatsen).

Tra un negozio e l’altro prima e la stanchezza poi, ci siamo concesse una meritata pausa gastronomica (orario svedese) nel ristorante Kvarnen, frequentato anche da molta gente del posto. Il menù è ricco di piatti tipici, e noi abbiamo optato per stufato di renna e salmone crudo condito con salsa di patate e limone, ma solo dopo esserci concesse un’abbondante razione di burro spalmato su pane croccante. L’unico rimpianto della giornata è stato non aver visitato il Millesgarden, casa museo di Carl Milles (uno dei più grandi scultori svedesi) sull’isola di Lidingö, a nord-est. Purtroppo ci siamo rese conto troppo tardi dell’orario e dei giorni di chiusura (alle 17:00 la domenica, e l’intera giornata il lunedì). La mattina seguente, le ultime ore nella capitale svedese le abbiamo trascorse nel ricco quartiere di Norrmalm. Dopo una ricca e gustosa colazione da Vete-Katten, una delle più amate bakery di Stoccolma già dai tempi di Greta Garbo (esiste, infatti, dal 1928), abbiamo esplorato il resto della zona, ricca di edifici moderni e sede di istituzioni, ma anche centri commerciali. Purtroppo la nostra visita è terminata qui, ci siamo precipitate a risalire sull’autobus della compagnia Flygbussarna che già 36 ore prima ci aveva scortate al centro della città (Cityterminalen) in piena notte. Forse il poco tempo trascorso non è bastato a farmi innamorare del tutto della capitale svedese, che reputo tuttavia da visitare, piena di attrazioni e musei, vie per lo shopping, angoli ricchi di storia e scorci dove il freddo mar Baltico la fa da padrone, cosa del tutto inusuale per le città meridionali alle quali sono forse più abituata. Invece, l’estasiante primo impatto avuto con la natura scandinava mi ha lasciato con ben poche parole e tanta voglia di partire per queste terre sconfinate, dove la presenza dell’uomo è solo un lontano ricordo che riappare di rado.

INDIRIZZI UTILI

CAFE CRONAN

Stora Nygatan 37, 111 27 Stockholm, Svezia

KVARNEN

Tjärhovsgatan 4, 116 21 Stockholm, Svezia

VETE-KATTEN

Kungsgatan 55, 111 22 Stockholm, Svezia

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