Alla scoperta di Atene: weekend lowcost nella capitale greca

“Sentite il suono del vento che soffia tra le colonne. È lo stesso che l’umanità ha sentito per secoli. È il suono della natura che incontra l’immaginazione umana. E per me questa è la storia”.

(da “le mie grosse grasse vacanze greche”)

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Il primo post del 2016 sull’ ultimo viaggio del 2015. Ero stata a Creta qualche anno prima per ben una settimana, e a dirla tutta era un po’ di tempo che speravo di visitare la capitale ellenica. Dal 20 al 22 novembre finalmente è capitata l’occasione perfetta, dopo aver scovato volo ed albergo ad un prezzo davvero irrisorio, se considerate la qualità e la posizione della struttura nella quale abbiamo alloggiato.

Un week-end può bastare per avere il giusto impatto con la città e visitare tutte le sue principali attrazioni e monumenti, peraltro situati in posizione centrale, non molto lontani gli uni dagli altri, cosicché risulti anche semplice girare sempre a piedi.

L’Hotel Omiros, dove alloggiavamo, era situato a pochi passi da Piazza Sintagma, sede del Parlamento, quindi in una posizione che in pochi minuti ci permetteva di raggiungere tutti i principali luoghi turistici. Dopo un abbondante pranzo a base di specialità greche in una graziosa ed economica trattoria, Paradosiako, a pochi passi dall’albergo, ci siamo diretti verso Piazza Sintagma e dopo aver attraversato le eleganti vie di Kolonaki siamo saliti sul monte Licabetto per ammirare il panorama dal punto più alto della città. Ci siamo trattenuti fino al tramonto e come immaginavo lo spettacolo che si è posto dinanzi ai nostri occhi difficilmente lo dimenticherò. Un’immensa distesa di case bianche, quasi un formicaio, richiama l’atmosfera delle grandi metropoli mediorientali.

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Una volta tornati sul livello del mare, super affamati, è stata la volta dei quartieri della movida, Gazi e Psirri. Poiché il nostro abbondante pranzo era terminato piuttosto tardi abbiamo optato per una merenda. Un salto da Sermpetospito è d’obbligo, dove un simpatico cameriere vi accoglierà con una cioccolata fondente alla quale è davvero impossibile resistere. Nancy, la gentilissima proprietaria parla molto bene anche l’italiano perché ha trascorso un anno a Roma per motivi di studio. I dolci che abbiamo scelto erano ottimi, ed il trattamento che ci è stato riservato eccellente. Il tutto per pochissimi euro.

Dopo questa intensa abbuffata abbiamo proseguito con l’esplorazione della zona. In tarda serata, tappa in una catena molto comune, Quick, che serve kebab ed altri piatti tipici di buona qualità a buon prezzo. Un bel bicchierino di Ouzo (il tipico liquore greco all’anice) che hanno insistito per offrirci e tutti a ballare in strada con Dimitris!

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Doveroso dedicare la mattinata successiva al museo archeologico, nel quale sono conservati i più importanti reperti che testimoniano la grandezza della civiltà greca. Dopo una breve visita al tempio di Zeus ed al Panatinaiko, stadio nel quale si sono svolte le prime olimpiadi, ci siamo recati a Capo Sounion, a circa 70 km da Atene, a bordo di un autobus di linea che con due ore di viaggio ci ha accompagnato nel punto più a sud dell’Attica. Devo ammettere che ne è davvero valsa la pena, sebbene il viaggio sia stato esasperante (per la strada, la durata e lo stesso autobus non proprio dotato di tutti i comfort!)

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La mattina finale è stata interamente trascorsa sull’Acropoli, tra le mille foto al Partenone ed alle Cariatidi,  mentre nel primo pomeriggio ci siamo dedicati agli ultimi acquisti di souvenir nei mercatini del quartiere dietro l’albergo, la Plaka; abbiamo pranzato con yogurt rigorosamente greco nel vicinissimo quartiere di Monastiraki (che potete vedere su, nella seconda foto notturna).

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Così si conclude il nostro breve soggiorno, in una città che la maggior parte delle volte, oltre ad essere abbondantemente sottovalutata, viene quasi snobbata. Ed invece io le assegno voti pieni: calore, gentilezza, ospitalità, apertura mentale e vitalità pervadono Atene. È l’ antica culla della modernità, crocevia di popoli e tradizioni. Sono il caos e tutte le sue imperfezioni a renderla perfetta, una metropoli eterna, finora quella che più si avvicina alla mia Roma.

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