Bruxelles e Fiandre in quattro giorni

Con questo post spero di trasmettervi parte delle sensazioni e di ciò che più mi ha colpito nel mio ultimo viaggio. Non ho intenzione di renderlo una sorta di miniguida, poiché il tempo trascorso qui è stato talmente poco che sarebbe irrisorio pretendere di poter dettare consigli dettagliati. All’inizio del mese ho avuto la fortuna di passare quattro giorni in Belgio, tra Bruxelles, Bruges e Gand. Non erano in cima alla lista delle mete da visitare nell’immediato, ma quando capitano voli in offerta non riesco a non cedere alla tentazione; inoltre credo che ogni città sia unica e meriti di essere apprezzata per almeno qualche aspetto.
Tutte le città viste rispettano in pieno lo stereotipo di quelle nordiche per il clima, per lo stile di vita, l’architettura, il cibo.
Nonostante Bruxelles sia una capitale, anzi, la capitale d’Europa se vogliamo essere precisi, dà l’impressione di essere una tranquilla cittadina di provincia, mai caotica, con poca gente che si aggira per le strade anche nelle ore di punta. Per non parlare di Bruges, che sembra disabitata e rimasta intatta nel corso dei secoli. Per le stradine si respira un’aria fiabesca che non ha eguali e si incontrano turisti incantati da qualsiasi cosa si trovi sotto i loro occhi. Sarà forse per il fascino incredibile che l’acqua e i canali donano a questo posto.
Leggermente diversa l’impressione che ho avuto di Gand, città universitaria, piena di giovani e forse per questo più movimentata, più viva.
Se il tempo che si ha a disposizione è poco ma si vuole cercare di vedere il più possibile, allora consiglio di dedicare un’unica giornata alle due importanti città delle Fiandre, per riservare il tempo restante alla capitale. Opportuno sarebbe recarsi in mattinata a Bruges, poiché qui la visita potrebbe richiedere del tempo in più.

Un piccolo pensiero in favore di Bruges: tutti, almeno una volta nella vita dovrebbero passare del tempo in questo posto che ammalia, ipnotizza, porta gioia ma anche una dolce malinconia nel cuore. Uno di quei posti che non si dimenticano facilmente. Molto suggestiva anche la gita in barca sui canali: sembra davvero di essere riportati indietro nei secoli.

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Per pranzo potrete optare tra i tipici fast food belga che offrono deliziose fries in comodissimi coni di cartone o in vaschette, i vari ristoranti di cucina internazionale o quelli di cucina tipica. In molti di essi servono cozze cotte nella birra accompagnate da patatine fritte, piatto tipico. Ahimè, non sono proprio riuscita a mangiarlo a causa della mia avversione per questi molluschi, che mi ha portato purtroppo a non assaggiare uno dei sapori fondamentali del luogo, cosa da non trascurare mai quando si viaggia. Nel primo pomeriggio potrete tranquillamente avviarvi verso la stazione e prendere il treno per Gand, che dista solo mezz’ora. Anch’essa sorge sull’acqua, per cui in questa città gran parte del fascino, così come per Bruges, è merito dei canali e dei palazzi che in essi si riflettono perfettamente proprio come in un dipinto. Cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è stata l’orario di chiusura anticipata dei negozi, che non restano aperti oltre le 17. Chiedendo spiegazioni mi è stato confermato che si tratta di una tipica abitudine delle città nordiche.

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Motivo principale del mio soggiorno in Belgio è stato però Bruxelles, città molto carina ma che ha forse leggermente deluso le aspettative. Quello che mi preme dire è di non ascoltare assolutamente chi dice che a Bruxelles non c’è nulla oltre il Parlamento europeo. In realtà la Zona EU è esattamente quella che mi è piaciuta meno, dove proprio non ci terrei a ritornare. La vista di enormi palazzi di vetro ed acciaio non trasmettono nient’altro se non pura alienazione. Diversi invece i maestosi palazzi del centro, in cui si respira un’atmosfera diversa, raccolta, di pura quiete e compostezza. Inutile dire quanto sia fantastica la Grand Place, quanto sia simpatico il minuscolo Manneken Pis, e quanto siano solenni ed imponenti le numerose chiese presenti. Dovunque venditori di Waffles, patatine fritte, cioccolata, birra. Questo è quanto c’è di tipico, e sfido chiunque a trovare qualcuno che non adori tutto ciò. Non sto qui ad elencare le altre innumerevoli attrazioni che la capitale offre perché non potrei trattare in maniera approfondita tutto quanto. Esistono ottime guide turistiche con cui poter perdere tempo in maniera utile, proficua e soprattutto appagante, o almeno per me lo sarebbe.

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Un pensiero su “Bruxelles e Fiandre in quattro giorni

  1. thegreatsix ha detto:

    Heyyy bellissimo post! Noi staremo facendo questo blog per la scuola, e ci piacerebbe tanto vincere!! Potresti per favore seguirci, commentare oppure mettere mi piace ai nostri post per favore? Se lo fai grazie mille e complimenti ancora per il tuo fantastico blog!:) ovviamente ricambiamo le notifiche!!

    Mi piace

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