Cosa vedere ad Orvieto

Siete alla ricerca di idee per una gita fuori porta, anche di un solo giorno?

Orvieto è la meta perfetta: tranquilla cittadina umbra a pochi chilometri da Roma, facilmente raggiungibile sia in treno che in macchina percorrendo l’autostrada, con un centro storico ricco di monumenti di gran pregio e pieno di trattorie, dove è possibile assaporare la cucina locale in tutta la sua bontà ed autenticità.

L’Umbria è stata la mia seconda casa per svariate estati della mia infanzia, ma ad Orvieto non ci tornavo da moltissimo tempo. Per accedere al cuore della città dovrete prima ammirarla in lontananza, dall’alto delle rocce tufacee sulle quali sorge (caratteristica peraltro molto cumune tra i paesi e i borghi della valle tiberina). Vi addentrerete tra le prime salite, e noterete come i colori autunnali degli alberi si intonano perfettamente con le atmosfere dei suoi vicoli medievali quasi intatti.


A distanza di anni ho ritrovato l’insegna de Il Mago di Oz, piccola bottega dedicata alla vendita di varie cianfrusaglie e lampade bellissime, che fino a ieri costituiva per me il più vivo ricordo di bambina della città. 


Quali sono le tappe obbligatorie per chi volesse trascorrervi una sola giornata?


Il duomo è senza dubbio l’opera che attrae il maggior numero di turisti: dal vicolo di fronte si staglia  lentamente in prospettiva per poi farsi ammirare in tutto il suo splendore una volta che sarete giunti nella piazza principale; maestoso all’esterno, la cui facciata ricorda quella del duomo della vicina Siena, e maestoso all’interno, con gli affreschi di Luca Signorelli e di Beato Angelico.


A pochi passi dal capolavoro, scendendo leggermente verso il basso, si trova un piccolo belvedere che si affaccia sulla verdissima campagna orvietana, a mio parere uno degli angoli più romantici e suggestivi dell’intera città.

Forse in molti non ne sono a conoscenza, ma nell’antichità gli abitanti di Orvieto erano soliti costruirsi dei rifugi sotterranei, vere e proprie abitazioni scavate nella roccia, che oggi vanno a comporre l’esoterica città sotterranea, ulteriore tappa assolutamente necessaria. Vi troverete dinanzi a suggestivi tunnel, pozzi collegati tra loro, ma vi assicuro che sarà tutto molto affascinante!


La più grande espressione di queste ingenti opere è il pozzo di San Patrizio, capolavoro ingegneristico commissionato al Sangallo dall’antipapa Clemente VII nel Cinquecento, che, rifugiatosi proprio nella città di Orvieto dopo il sacco di Roma, richiese l’opera al fine di proteggersi e garantirsi acqua in caso di assedio. Il pozzo è così profondo (54 metri di altezza, 13 di larghezza e con ben 248 scalini) tanto che probabilmente, da questa sua caratteristica, ne deriva il famoso detto “essere come il pozzo di San Patrizio”.

Probabilmente, il nome deriva da una leggenda irlandese, dove è situato un pozzo simile all’interno di una caverna; tuttavia, lì non si tratta di un’opera di ingegneria ma semplicemente della conformazione di una particolare cavità naturale.

Io avevo visto qualcosa di simile solo a Sintra, all’interno della Quinta da Regaleira, ma se consideriamo che la costruzione del Pozzo Iniziatico risale alla metà dell’Ottocento (opera, tra l’altro, dell’architetto italiano Luigi Manini) che si ispira ai gironi infernali danteschi, ci si rende conto che sono diversi i presupposti legati al suo commissionamento e alla sua finalità. Il pozzo di San Patrizio ad Orvieto è quindi “solo” un’altra delle troppe meraviglie a cui i nostri occhi sono abituati, senza esserne del tutto consapevoli.

 

 

 

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